Elenco tasti di accesso rapido:

Angelo Botticini rivela l’arcano e presenta gli strumenti raffigurati nella chiesa di Carella

Scritto da: Maria Orsola Castelnuovo

Angelo Botticini ci ha offerto un’avventura musicale attraverso i secoli, nel pomeriggio di domenica 15 novembre a Carella, prima in sala civica e di seguito nella chiesa di San Martino: una gradita meraviglia per gli ascoltatori e spettatori che gremivano i due ambienti. Non appaia oziosa la precisazione dei due ruoli, poiché non s’è dato solo udire parole e musica: la scenografia offriva una componente notevole, costituita da oltre cinquanta strumenti musicali antichi; alcuni, pezzi d’epoca; altri, copie da originali, dal musicologo disegnati e fatti costruire; altri da lui stesso costruiti: tutti li ha suonati dopo averne fatto una presentazione storica, fossero a percussione, a fiato, a pizzico, stromenti diversi sotto innumerevoli dita, quelle della sua abilità.

L’emozione ha segnato l’attimo in cui ha presentato l’arpetta celtica, la viella, il liuto – che sono riprodotti nell’affresco degli angeli musicanti, in cima all’altare mariano nella chiesetta carellese – rivelando il nome dei misteriosi fiati suonati dal trio alla destra del dipinto: si tratta di esemplari di schalmei, voce altogermanica a cui il termine francese chalemel ha fatto da tramite verso la nostra cennamella, la bombarda soprano presente nelle orchestre, che ha dato origine alle pive connesse al sacco della cornamusa. Mentre altri musicisti interpellati in passato non erano giunti a dare risposta esaustiva, la schalmei era fra gli strumenti che Botticini aveva con sé e ce l’ha fatta ascoltare, mettendone in evidenza la sonorità corposa e decisa, perfino esagerata per un ambiente di dimensioni così contenute.

Il pubblico, eterogeneo per età e competenze, ha seguito sempre con attenzione estrema ed ha dimostrato approvazione ed entusiasmo con il calore sincero di un prolungato applauso.
Per me che scrivo, è stata questa la realizzazione di un sogno a lungo trattenuto: da quando anni fa mio marito mi aveva fatto incontrare ed ascoltare Angelo Botticini m’ero ripromessa di portarlo ad Eupilio, perché la gente a cui tengo potesse come me conoscere ed ammirare una persona tanto preziosa eppure tanto discreta nel suo modo di presentarsi agli altri, mettendo a disposizione con semplicità e chiarezza il suo immenso bagaglio di conoscenze, come se fosse cosa comune e scontata.
 

angeli


Altre info...

Il ringraziamento di Angelo Botticini

Davvero grazie, mi fa veramente molto piacere che il mio intervento sia stato apprezzato. Ti prego di ringraziare da parte mia anche tutta l’Amministrazione.
Sono anch’io stato molto soddisfatto della giornata, sia per l’attenzione del pubblico che per l’accoglienza da parte di tutti, in particolar modo vostra. Anche l’intervento in chiesa con gli Angeli Musicanti è stato molto stimolante e mi ha fatto piacere contribuire alla definizione degli strumenti illustrati, che sono, ripeto, un gruppo di tre Schalmei (bombarda soprano), due suonati con tecnica classica, con le ance imboccate e tenute tra le labbra, mentre l’altro angelo suona con tecnica che verrà poi applicata ampiamente anche più tardi, nel Rinascimento, con ancia imboccata ma libera, senza contatto diretto con le labbra, creando quindi un suono più fragoroso (tipo “tromba”). Mi ha anche fatto piacere verificare che il liuto medioevale raffigurato era proprio simile al mio, che vi ho mostrato.
Insomma, una bella esperienza sia dal punto di vista culturale che sociale. Grazie ancora e a presto.

 



Valid HTML 4.01 Strict CSS Valido! Level A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0